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Rolls-Royce 200 EX
In Casa Rolls-Royce i modelli sperimentali hanno sempre rivestito un ruolo fondamentale, a partire dal 1EX costruita nel 1919, il primo modello sperimentale, fino ad arrivare al più recente, 101EX del 2006.
Diversamente dalle concept car, i modelli sperimentali realizzati da Rolls-Royce Motor Cars sono sempre stati veicoli perfettamente funzionali, inseriti in una realtà concreta fatta di legno, pelle e metallo piuttosto che in un mondo di argilla ed espanso.
I modelli EX offrono a designer e progettisti l'opportunità di realizzare un'innovazione per il mondo reale e sono stati utilizzati per presentare componenti e tecniche di progettazione nonché interni ed esterni di nuova concezione. "La moderna tecnica di progettazione è un'armoniosa combinazione di creatività, innovazione e accuratezza. La 200EX rappresenta l'opportunità di affermare queste nuove idee", spiega Helmut Riedl, responsabile della progettazione.
Sulla scia di questo successo della 100EX, lo stesso gruppo di designer e progettisti ha creato la 200EX, spianando la strada alla realizzazione della RR4, un nuovo modello Rolls-Royce di cui è prevista la produzione nel 2010. Quale era l'obiettivo della 200EX? Creare una Rolls-Royce dinamica, moderna e agile che rechi i tratti distintivi delle grandi automobili che l'hanno preceduta: prestazioni brillanti, ricercatezza esclusiva, qualità raffinata e design grintoso.
Design. La linea della 200EX presenta il vantaggio della dinamicità ed è chiaramente meno formale dei modelli precedenti. Le sue dimensioni, il suo stile e la sua espressività amplificano la forza d'attrazione della vettura, rendendola adatta ad una più ampia gamma di circostanze.
Il design degli esterni si contraddistingue per le superfici ampie e continue mentre linee orizzontali finemente scolpite incrementano la definizione e la precisione geometrica. La linea del brancardo che si protende verso l'alto in combinazione con il tetto basso crea un profilo imponente. La coda affusolata è accentuata da fiancate possenti che si restringono nettamente nel passaggio dai parafanghi alle luci posteriori.
Le porte incernierate controvento conferiscono alla vettura naturalezza e teatralità. Riproposta nel 2003 sulla Phantom, questa caratteristica distintiva aggiunge funzionalità e stile al design. Con un'apertura di ben 83 gradi, le cosiddette "coach doors" garantiscono il più ampio accesso posteriore del settore automobilistico e porgono il più cordiale benvenuto a coloro che si apprestano a salire a bordo.
Davanti, un paio di luci a LED affiancano la più recente evoluzione della calandra più famosa al mondo. "Volevamo che ricordasse di meno il classico stile "Partenone" e assomigliasse di più alla presa d'aria di un aviogetto," dichiara Ian Cameron. I lati della presa d'aria sono stati incurvati verso l'interno e le alette fatte arretrare nell'apertura. Si tratta di una forma più dinamica che si ispira al design realizzato per la prima volta nella Phantom Drophead Coupé.
Le finiture degli esterni della 200EX sono in Tungsteno scuro che contrasta con l'argento satinato del cofano e del montante anteriore. L'impatto visivo degli esterni è completato da cerchi da 20" a sette razze.
Abitacolo: lusso estremo! Nella 200EX, il designer d'interni Alan Sheppard ha creato un ambiente moderno che racchiude materiali pregiati e un impareggiabile comfort, elementi che caratterizzano da sempre il marchio
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Ferrari 612 scaglietti
Si tratta di una coupé immatricolata come 2+2 posti che è andata a sostituire la Ferrari 456M; la seconda autovettura prodotta dalla casa di Maranello completamente in alluminio dopo la Ferrari 360 Modena.
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Viene equipaggiata da un motore a V 12 cilindri in comune con la Ferrari 575M Maranello, con inclinazione di 65°; la potenza di 540 CV le consente di raggiungere una velocità di circa 315 km/h con una accelerazione da 0 a 100 km/h in circa 4,2 secondi. La distribuzione è a bialbero a camme, con trazione posteriore; il motore è dotato di accensione ed iniezione elettroniche Bosch Motronic ME7. Il raffreddamento è ad acqua. Le sospensioni sono a quattro ruote indipendenti, con bracci trasversali e ad ammortizzatori idraulici con molle elicoidali.
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Il serbatoio può contenere 110 litri di carburante; l`auto monta pneumatici 245/45-18 anteriori e 285/40-19 posteriori.
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La produzione della carrozzeria è delegata alla Carrozzeria Scaglietti di Modena e porta il nome di colui che collabora con la Ferrari sin dagli anni `50 a partire dalla 500 Mondial. Il disegno dell`autovettura si deve alla matita di Pininfarina.
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L`auto è dedicata a Sergio Scaglietti, fondatore della carrozzeria omonima.
Il numero `612` è un omaggio alle vetture Ferrari delle competizioni Can-Am.<
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cilindrata: 5748.32 cc<
potenza massima: 540 cv a 7250rmp<
trazione posteriore<
frizione:monodisco a secco<
cambio: F1A (elettroidraulico con leve al volante)<
km percorsi: 23.000< <
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